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Il mio allevamento
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Attualmente il mio allevamento è costituito da quattro coppie di cardellini nostrani (carduelis carduelis) quelle consentite dal regolamento regionale abruzzese, quindi con regolare autorizzazione, e sei coppie di cardellini siberiani (carduelis frigoris) o così detti major nelle mutazioni “bruna” ,“agata”e "lutino".

Sono piuttosto refrattario all’introduzione di nuovi soggetti, perché qualche volta ho preso dei bidoni.

D’altra parte c’è da aspettarselo perché si producono ancora pochi soggetti e sul mercato non si trovano di certo i soggetti migliori. Senza considerare che il cardellino si stressa molto più facilmente di altri uccelli e non è ancora del tutto vaccinato a tanti agenti patogeni come lo sono i canarini. Se poi sosta qualche giorno da un negoziante in gabbie dove è passato di tutto e di più, allora c’è poco da sperare.

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In una voliera da cm. 120 con divisorio centrale tengo in riproduzione due coppie di cardellini, se questi sono più timorosi. Mentre uso voliere sempre da cm.120  però divisibili in tre scomparti per soggetti più tranquilli. Sistemo le due coppie negli scomparti estremi e lascio vuoto quello centrale.

 Faccio in modo che mentre una coppia accudisce ai piccoli appena nati, l’altra coppia sta per deporre le uova. In modo tale, che nello scomparto centrale posso alternare  e alloggiare ora un maschio con i figli, ora l’altro, così non corro il rischio che i piccoli possano danneggiare le uova della covata successiva. Oppure alloggio nello scomparto centrale qualche maschietto birichino che disturba la compagna durante la cova.

Alimentazione

Durante tutto l’anno: in mangiatoie separate scagliola e perilla a volontà, osso di seppia e sali minerali sempre a disposizione, una linguetta a testa di pastoncino (vedi pastoncino).

Le femmine migliori sono quelle che mangiano in uguale misura i due semi, mentre quelle che consumano poca scagliola sono anche le più svogliate.

Un pizzico di semi di cicoria nella linguetta, qualche chicco di girasole piccolissimo, o di canapuccia o di lino o di lattuga. (vedi: "Pastoncino e semi")

Non uso verdure, ne frutta perché l’apporto vitaminico è abbastanza nel pastoncino. Anche perchè ho difficoltà a reperire dente di leone, cicoria selvatica, cardo ecc.  per mancanza di tempo.

stagione cove 2005

 

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Le batterie di gabbie sono costituite da cinque voliere da cm:120. Quella in alto è utilizzata per alloggiare i novelli della prima covata. Dopo la seconda covata vengono tolti i divisori a tutte. In ogniuna vengono alloggiati 5-6 soggetti fino a muta ultimata. Dopo aver tolto i soggetti in esubero, ogni soggetto viene alloggiato in un solo scomparto.

Nella foto femmina bruna di due anni che cova tranquillamente a pochi centimetri dal pavimento.

femmina ancestrale con tre piccoli 2005

un cardellino e un incardellato nel nido della canarina madre dell'incardellato. Era inutile sprecare la cardellina ad allevare un solo figlio

Rispetto al 2004 ho avuto quest'anno le prime deposizioni in anticipo di una settimana. Il primo uovo 2004 è stato deposto da due cardelline il 19/4 mentre le restanti sono partite a scalare mediamente con una settimana di distanza. Praticamente a fine maggio 2004 erano tutte in cova. Dalla prima covata ho ottenuto solo un terzo di piccoli rispetto al numero d’uova deposte.
Quest'anno volevo aspettare che i maschi fossero veramente in grado di fecondare tutte le uova, invece sono stato costretto a formare le coppie perché le femmine hanno incominciato a deporre a terra pur stando da sole. Risultato su 10 coppie sono partite 8 coppie; entro metà maggio avevo 42 uova ma solo 16 feconde.Il problema è sempre lo stesso: se tengo maschi focosi e irruenti, questi stressano le femmine e tocca separarli dopo la deposizione. Pur fecondando tutte le uova danneggiano i nidi e rompono qualche uovo.Quando li rimetto per la covata successiva a volte aggrediscono i piccoli. Se invece scelgo i maschi più tranquilli allora mi ritrovo nella prima covata molte uova infeconde. In compenso nella covata successiva è un piacere vedere il maschio aiutare la femmina a svezzare la nidiata. A questo punto apro una parentesi: per creare soggetti più tranquilli bisogna scegliere negli accoppiamenti quelli a piumaggio lungo, così si migliora anche la taglia.
Mi sono arrivate parecchie e-mail in cui mi si chiede chiarimenti sulla logistica del mio allevamento. Qualcuno ha perplessità sullo spazio che metto a disposizione delle coppie. Allora il mio discorso è il seguente:
prima di tutto una premessa, cos'è la libertà per gli animali? Come fanno in natura a sentirsi liberi se ad ogni angolo c'è il rischio di un predatore e il cibo è difficile e faticoso trovarlo? Qualunque cosa sconosciuta crea paura (anche agli uomini). Se non ci sono pericoli accade che le folaghe delle Galapagos hanno perso la capacità di volare. Morale: volare non significa libertà bensì fuga dal pericolo. La convinzione che allevare in voliere è meglio non la condivido. Un cardellino in voliera si spaventa quando si avvicina l’allevatore e non si sente tranquillo se vede nei dintorni gazze o falchi. Qualunque essere vivente si sente a suo agio in un ambiente tranquillo e confortevole (e con la pancia piena), senza minacce da parte di predatori o di cose sconosciute. Se poi mette su famiglia il quadro felicità è completo. Come si vede dalla foto a fianco, alcuni soggetti vengono a mangiare nella linguetta quando è ancora nella mia mano (gli scatti del flash li ha leggermente intimoriti). Le femmine covano tranquille anche nelle gabbie a 30 cm. dal pavimento (vedi foto).
Come si fa a realizzare queste condizioni? Certo i giovani appena svezzati hanno istintivamente paura di qualcosa d’enorme (uomo) ma poi piano piano associano la mia presenza a qualcosa di buono (vedi la nota sull’Himalaia). Ogni volta che entro nella stanza metto nella linguetta 1-2 chicchi di girasole, oppure di lino o di canapa, un pizzico di semi di lattuga o di cicoria , mezza linguetta di pastoncino la mattina e mezza il pomeriggio. La stessa perilla che hanno sempre a disposizione è motivo d’attenzione se posta nella linguetta. Il rinnovo del gritt, ecc..L’importante è non mettere le mani nella gabbia. Ecco perché la parte centrale dalla voliera è vuota: per sostituire le uova tolgo il divisorio, aspetto che la coppia si sposta al centro, la isolo e poi sostituisco l’uovo in modo che non vedono toccare il nido e di conseguenza non sentono violata la loro privacy.
Il conclusione sono d’accordo sul motto “allevare e salvare” ma con sensibilità e rispetto, gli uccelli non ci devono temere ma considerare amici.

come ho anzi detto la prima covata è costituita da nidi con metà delle uova infeconde, per cui ho nidi con solo due o tre piccoli (foto sottostanti)

 

femmina bruna con due piccoli di sette giorni............e svezzati

SECONDA COVATA
Le due femmine che non sono partite continuano a starsene tranquille si vede che la festa di compleanno (fine marzo)della figlia del mio vicino di casa le ha compromesse. In quella circostanza furono sparati dei fuochi di artificio e alcuni soggetti ai rumori si spaventarono e persero alcune remiganti. Queste due femmine furono le più danneggiate e da aprile a maggio non hanno fatto in tempo a rimettersi in carreggiata.
Delle altre otto coppie solo una ha rifatto due figli, mentre le altre hanno lavorato bene (3-5 piccoli).totale svezzati 28. Che aggiunti ai 13 della prima covata fanno 41 novelli. Poteva andare meglio, ma mi considero più che soddisfatto.

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..................CANTO CARDELLINO

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